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Escursionismo Abruzzo-
L'escursionismo in Abruzzo, grazie alla collaborazione dell'hotel Ede, e alla cooperativa Majambiente, è affascinante. Vi suggeriremo gli itinerari più interessanti del trekking in Abruzzo e i sentieri più suggestivi ,
le escursioni più adatte e quelle che più vi possono interessare , poniamo la nostra conoscenza al servizio di chi vuole essere aiutato nella scoperta di un territorio unico.
Per tutte le attività in montagna ci avvaliamo esclusivamente di figure legalmente riconosciute quali Accompagnatori di Media Montagna così possiamo garantire un elevato grado di sicurezza per tutti coloro che si affidano ai servizi delle nostre guide.
Queste poi si sono ulteriormente qualificate partecipando ai corsi indetti dall’Ente Parco Nazionale della Maiella per operatori didattico -
Ma per carpire ancora meglio i segreti di questa montagna lasciati guidare da Maurizio e Stefano gestori dell'Hotel che amano e conoscono in maniera particolare il loro bellissimo territorio.
Percorsi Eco-
La via degli eremi Celestiniani:
Le montagne d’Abruzzo hanno rappresentato nei secoli un luogo adatto alla vita anacoretica e alla meditazione, tanto che in tutta la regione si contano quasi cento eremi. Tra le figure di Santi eremiti che hanno abitato questi luoghi, la più emblematica è sicuramente quella di San Pietro Angelerio, diventato Papa con il nome di Celestino V e conosciuto per il suo rifiuto al pontificato.
1 – CELESTINO V
Pietro da Morrone nacque in provincia di Isernia nel 1215 da Angelerio e Maria.
Ma nel 1246 Pietro decise di spostarsi in un luogo più appartato e si diresse sulla Maiella dove cominciò a dimorare nell’eremo di Santo Spirito,
Nel giugno del 1293 comunica la sua irrevocabile decisione di ritirarsi sul Morrone e va a vivere all’eremo di S. Onofrio, dove il 17 luglio 1294 lo raggiunge la notizia del suo pontificato.
Pietro ricevette la notizia il 17 luglio, ma l’elezione era avvenuta il 5 luglio. Il 29 Agosto 1294, all’età di 79 anni, fu incoronato papa a L’Aquila con il nome di Celestino V. Lasciata L’Aquila fu costretto a seguire il re a Napoli, dove visse più da eremita che da papa, fino a quando, lontano dalle lusinghe del potere, il 13 dicembre dello stesso anno, fa rinuncia al papato e riveste il saio da eremita.
Il 24 dicembre 1294 viene eletto papa Bonifacio VIII. Celestino raggiunge il Morrone ma deve fuggire perché braccato; viene catturato e portato nella rocca di Fumone, dove si spense il 19 maggio 1296.
2 – SANTO SPIRITO A MAIELLA
L’eremo di Santo Spirito è sicuramente il più grande e famoso di tutta la Maiella, e anche se ha subito diverse trasformazioni nei secoli, mantiene ancora il fascino dovuto alla stupenda posizione nella valle omonima.
3 – SAN BARTOLOMEO IN LEGIO
Questo eremo, come S. Spirito a Maiella, fu costruito in un periodo anteriore al Mille e successivamente restaurato da Celestino V intorno al 1250 e da lui usato per le numerose quaresime a cui si sottoponeva. Nel 1274, dopo aver ottenuto il riconoscimento dell’ordine dei Fratelli di Santo Spirito, Fra Pietro vi si ritirò con alcuni discepoli e vi restò fino al 1276.
Ogni anno il 25 Agosto, dopo la messa che viene celebrata all’alba, molti pellegrini scendono all’eremo e portano in processione la statua del santo nella chiesa di Roccamorice, dove resta esposta al culto fino al 9 Settembre, quando un analogo pellegrinaggio la riporta all’eremo.
4 – SAN GIOVANNI ALL’ORFENTO
Posto a 1227 metri di altezza sulla parete di un’aspra valle, nel comune di Caramanico, l’eremo di S. Giovanni è sicuramente il più inaccessibile degli eremi frequentati da Celestino V. Egli vi dimorò in vari periodi di stretta penitenza e quasi ininterrottamente dal 1284 al 1293. Anche nei periodi di assenza del santo, l’eremo fu spesso abitato dai suoi discepoli.
Ciò che oggi vediamo è solo la parte eremitica dell’antico convento: infatti nel sottostante riparo vi erano una chiesetta, le cellette dei monaci e una foresteria per i pellegrini. L’accesso all’eremo avviene attraverso una scalinata e un camminamento scavati nella parete, che in prossimità dell’ingresso si interrompe costringendo il visitatore a strisciare per alcuni metri (anticamente in questo punto vi era una passerella di legno). Una volta si trovano, scavati nella roccia, due piccoli ambienti con numerose nicchie e un altarino. Di notevole interesse è l’impianto idrico scavato nella roccia, che raccoglie l’acqua piovana convogliandola in una cisterna.
5 – SANT’ONOFRIO AL MORRONE
L’eremo di S. Onofrio fu l’ultimo fatto costruire da fra’ Pietro dopo il 1290; egli vi si stabilì nel 1293, provenendo dagli eremi della Maiella, ma vi rimase solo un anno, fino al giorno in cui gli giunse la notizia della sua elezione a Pontefice.
LA VALLE DELL'ORFENTO
Il fiume Orfento, che conferisce il nome allo splendido vallone che dalle vette principali del massiccio della Majella scende fino all'abitato di Caramanico Terme, ha eroso nel corso di milioni di anni una delle valli più spettacolari ed importanti dell’Appennino dal punto di vista naturalistico.
A partire dal 1980 all'interno della Valle dell'Orfento furono reintrodotti lupi, cervi e caprioli che, successivamente, hanno ricolonizzato tutto il territorio della Majella. Le notevoli escursioni altimetriche e la diversità delle esposizioni determinano una forte variabilità nelle condizioni climatiche ed in quelle vegetazionali. Molto interessante la presenza stabile della lontra nel bacino fluviale.